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SIAMO REALISTI!

Ho incontrato Cédric Kpannou, fabbricante di libri, quando avevo appena terminato la mia tesi su Ruppert & Mulot, e abbiamo deciso di lanciare la nostra prima azienda, Teto, una linea di t-shirt e borse in edizione limitata, firmate da vari designer come Icinori, Killoffer, Bazooka, Giacomo Nanni…

È in questo contesto che abbiamo incontrato Ugo Bienvenu, designer e animatore, che Cédric aveva conosciuto alla scuola superiore di grafica Estienne a Parigi. Insieme ci siamo resi conto che era possibile realizzare un progetto editoriale originale.

Nel 2018 nasce Réalistes.

A Ugo piaceva l’idea di fare riferimento a uno stile di disegno che era passato completamente di moda negli anni 2000, ma nel quale lui si riconosceva.
Il nome ‘Realisti’ include artisti molto diversi tra loro, come Paul Gillon, Moebius, Magnus, John Romita Sr. e Crepax, diventati emblematici del fumetto degli anni ’70 e ’80, ma la cui ricerca stilistica è sfuggita a tal punto ai loro successori che il termine ha assunto la connotazione di “fuori moda“.

Io ci ho visto subito un riferimento al movimento dei “Nuovi Realisti”, che ha accomunato artisti come Yves Klein, Daniele Spoerri e Mimmo Rotella. Non c’è una connessione plastica tra l’opera degli autori realisti e quella dei nuovi realisti, ma in comune c’è la pratica del riuso di un materiale ordinario e popolare nel processo creativo

Abbiamo lavorato molto sul formato dei libri perché in Francia c’è uno sviluppo di forme di fumetti molto compiute, ma anche molto costose. Da parte nostra, volevamo offrire libri più accessibili, sia economicamente che praticamente, ovvero tascabili, per tornare a una forma più popolare.

Queste caratteristiche comuni danno l’impressione di un’uniformità tra le nostre pubblicazioni, un po’ come i manga che per molto tempo sono stati visti come “tutti uguali”, mentre all’interno presentano una grande varietà di stili.

Réalistes si propone di scoprire il lavoro di giovani artisti poco conosciuti e di offrire loro una libertà e uno spazio creativo che altri media non permettono. Non cerchiamo specificamente autori che siano animatori, ma al momento è così.
Per gli animatori, Réalistes offre la possibilità di raccontare le loro storie in una lunghezza che l’animazione non permette, per ragioni di tempo e denaro. Poche persone oggi possono produrre un lungometraggio in proprio – eppure non mancano gli animatori il cui universo grafico e narrativo potrebbe prestarsi a questo!

Pensiamo che sia interessante anche per loro spostarsi in un’altra dimensione, con un tempo che non è quello imposto dell’animazione ma quello scelto dal lettore, dove il fermo immagine gioca un ruolo molto più importante. Cédric e io non siamo animatori, ma quando parliamo con loro sentiamo che i fumetti sono a volte un’altra gamba su cui camminare, o addirittura correre!

Charles Ameline, direttore artistico della casa editrice Réalistes